Prosegue il conto alla rovescia per la partita delle stelle 2008, che dovrà festeggiare il ritorno del grande basket a New Orleans. La NBA ha reso noto l’elenco dei giocatori che affiancheranno dalla panchina i magnifici dieci scelti dagli appassionati internauti di tutto il mondo.
A Est, coach Doc Rivers e il suo staff avranno a disposizione i seguenti giocatori
Chauncey Billups (Detroit) Chris Bosh (Toronto) Caron Butler (Washington) Richard Hamilton (Detroit) Antawn Jamison (Washington) Joe Johnson (Atlanta) Paul Pierce (Boston)
A Ovest, dirigerà le operazioni Byron Scott, il quale si è preso dunque un’altra rivincita in questa felice stagione con i suoi sorprendenti Hornets. I suoi panchinari di lusso saranno
Carlos Boozer (Utah) Steve Nash (Phoenix) Dirk Nowitzki (Dallas) Chris Paul (New Orleans) Brandon Roy (Portland) Amaré Stoudemire (Phoenix) David West (New Orleans)
Spiccano i tre debuttanti al gran ballo convocati nella selezione occidentale. Chris Paul e David West sono certamente un “omaggio” alla martoriata città della Lousiana, ma la loro convocazione geopolitica suscita opinioni contrastanti. Paul è ormai stabilmente una delle migliori point-guard della Lega e la sua presenza non fa una piega, mentre West (benché stia rivelandosi giocatore-chiave nello scacchiere degli Hornets: ala dotata di sopraffine soluzioni offensive, che hanno da poco mandato in tilt un difensore esperto come Bruce Bowen) probabilmente non sarebbe stato convocato qualora si giocasse altrove. Cifre alla mano Big Al Jefferson avrebbe forse meritato di più, paga però la pessima stagione di Minnesota. E’ superfluo ricordarlo, spesso si fanno queste scelte guardando più al record della squadra che al valore e al talento effettivo del singolo giocatore. Novizio è anche Brandon Roy, autore di impressionanti progressi in stagione e appunto premiato per la Blazer-mania di questi mesi. Tra i grandi esclusi, certamente Ray Allen (Joe Johnson al suo posto lascia perplessi: oltre al valore intrinseco dei due, non c’è paragone tra le rispettive franchigie) e Josh Howard (che ormai ha soppiantato Nowitzki come faro di Dallas). Discorso a parte per Baron Davis: la sua esclusione pare “politica”, visti i recenti fischi ricevuti in Louisiana, ma pochi come il Barone sono giocatori da All-star game, manifestazione in cui si esaltano lo spettacolo e le schiacciate, non certo comodi canestri da “colletti bianchi”. Menzione speciale infine per l’assenza annunciata dell’infortunato Shaquille O’Neal, che salta il suo primo All-star game dopo 14 anni. Fine di un’epoca.



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