“Finire con l’anello è una cosa fantastica” deve aver pensato Zo appena finita la gara 6 di Dallas che ha dato a Wade & C. la vittoria nell’ultima NBA. E probabilmente per un po’ ci ha pensato ad appendere le stoppate al chiodo, a finire questa straordinaria carriera, iniziata col draft 1992 a Charlotte, per poi passare 7 stagioni a Miami, prima della parentesi biennale (o meglio un anno e mezzo di militanza Nets) infelice a New Jersey. Poi il ritorno a casa, in Florida, alla corte di Riley (con la parentesi Van Gundy) cercando di coronare il sogno di una vita, concludere con l’anello.
Ma come non dimenticare quell’evento che ha portato ogni stoppata di Zo a esser considerata miracolosa, fantastica molto di più di una di Garnett o Duncan che sia: Zo è passato attraverso un rischio vitale, un operazione tremenda; e da quando il rene ha ricominciato a funzionare beh, Zo è diventato ancora più epico, fisico da ventenne per un 36enne che non ha voglia di smettere di spazzare l’area pitturata dalle scorribande di play, guardie e ali. Insomma, gran bella storia quella di Mourning, 37 anni l’8 febbraio 2007, quando Miami si preparerà all’assalto al secondo anello, sempre più voluto, sempre più agongnato.
Grazie Zo, grazie davvero…
(Un tifoso Heat)



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