Come preventivabile, San Antonio comincia le finali 2007 con una prova di forza, un condensato della sua pallacanestro rigorosa e concreta al fine di ribadire le gerarchie: I Cleveland Cavs sono così battuti (85-76), pagano la tassa dell’inesperienza, simboleggiata dalla prestazione incolore della propria star LeBron James: solo 14 punti a referto per il fenomeno, ingabbiato nelle laocontiche spire della fenomenale difesa dei texani. Unica consolazione per il numero 23: la serie con Detroit era cominciata anche peggio….
San Antonio non ha nemmeno dato l’impressione di aver forzato troppo. Tim Duncan a fine parita è stato come al solito lapalissiano: “Abbiamo vinto gara-1, li abbiamo tenuti a 76 punti; è quello che dovevamo fare“. Nella prima parte di gara, anzi gli Speroni nonostante una perfetta gestione della fase difensiva (James tenuto a 0/7 dal campo, Ilgauskas e Hughes ancora più disastrosi) sono andati al riposo soltanto sopra di 5 punti, grazie a una omba di Ginobili (40-35). Come pronosticato, il giocatore chiave per gli Spurs è stato Parker: due pick and roll d’autore con Duncan hanno scavato il primo fosso, mntre le sue penetrazioni hanno fatto male da subito. I Cavs restavano a galla grazie a Pavlovic, e sopratutto a Gibson, sempre più la sorpresa per la franchigia dell’Ohio, e il loro impulso dava anche un effimero vantaggio (25-22) che si sarebbe rivelato un fuoco di paglia: si scatenava infatti TP che con 6 punti sigillava un parziale di 11- 1 per gli Speroni, che non sarebbero più stati superati.
Il break decisivo per San Antonio è arrivato nel terzo quarto, ed è stato ancora una volta Ginobili a dare il propellente giusto, portando i suoi compagni fino al + 18 (67-49). A quel punto il finale era scritto. LeBron cercava quantomeno di salvare la faccia, trovando il primo canestro dal campo, e inanellando un paio di bombe le quali, assieme alle magie di Gibson (16 punti per lui) portavano i Cavs fino al -8 (82-74). A quel punto speranze di una rimonta impossibile si stampavano però su un tentativo da tre dello stesso James finito sul ferro. Invece di un ipotetico -5 gli Spurs hanno preso il rimbalzo (43-32 il conto in totale per loro) e messo in banca gara-1. La prestazione di James non è stata certamente all’altezza delle aspettative messianiche generate dopo la sfida con Detroit. LeBron ha preferito sovente il tiro da mezza distanza alle penetrazioni, ma i fallimenti del primo quarto gli hanno tolto fiducia e lucidità. E quando il numero 23 si avventurava verso il canestro, la difesa di San Antonio lo limitava perfettamente. Nella disfida dei raddoppi, è certamente uscito vincitore Duncan, come al solito essenziale, invisibile e determinante. Migliore in campo è stato indisuctibilmente Parker: 27 punti e 7 assist. LeBron, nonostante tutto ostenta ottimismo: “Sono stati bravi a raddoppiarmi, a togliermi le linee di penetrazione. Ma non c’è nulla che non sappia fare. Dovrò solo trovare le soluzioni idonee per gara-2. Perché qui una partita la vogliamo vincere“. Domenica notte vedremo.



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