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Tramonto texano: anche Houston in vacanza


06Mag2007
Articolo scritto da Junio C. Murgia - in Playoffs

Continuano le sorprese nella Western Conference. Il campagnolo Jerry Sloan si conferma uno dei più grandi allenatori della storia del basket, capace di fare risultati con qualsiasi squadra e di trasmettere una dedizione e una concentrazione assolute e aggiunge un’altra perla alla sua collana, eliminando i favoriti Houston Rockets in gara-7 (103-99 per Utah). Attorno al monumentale Okur, sempre più l’anima della franchigia di Salt Lake City (sua la tripla decisiva tra l’altro), ci hanno pensato Carlos Boozer (35 punti e 12 rimbalzi) e Deron Williams (20 punti e 14 assist) a mettere a cuccia per l’ennesima volta le velleità post-season di Tracy McGrady. T- Mac non ha sfigurato, ma i suoi 29 punti e 13 assist non bastano a salvare la faccia di un presunto campione che non ha mai superato in carriera lo scoglio del primo turno. Si tratta, insomma, di cominciare a smontare piedistalli (Nowitzki insegna), mentre Yao Ming conferma che serve soltanto a vendere scarpe nell’opulento mercato cinese.

Un’altra scottante delusione per i Rockets, dopo che due anni fa Ming e compagni avevano sbancato due volte Dallas e sembravano avviati a fare il botto: da allora non si sono più ripresi: si aprano dunque i giusti processi. Utah invece si prepara all’avvincente scontro con Golden State, nel quale è leggermente favorita: ci sarà sicuramente una faccia nuova in finale di Conference, e questo ricambio favorirà certamente lo spettacolo. Il quadro del primo turno si è completato con la promozione ad Est dei New Jersey Nets, la cui esperienza ha avuto la meglio su dei Toronto Raptors (4-2 per i Nets) inficiati pure da assenze e acciacchi, ma il futuro sembra roseo per i canadesi e per il rookie Bargnani: la sua convincente prestazione nella sfortunata gara-6 ne conferma comunque la statura di vaglia. Infine, nella notte è cominciata la prima semifinale della Eastern Conference, con i Detroit Pistons che non hanno dato scampo ai Bulls, con un perentorio 95-69 (serie 1-0 per Detroit). Anche qui la tassa dell’esperienza sembra aver prevalso, benché la franchigia della Motor City sembra aver riacquistato quella intensità e quella cattiveria che le regalarono un favoloso anello nel 2004, e sono senza ombra di dubbio i più papabili per la finalissima. Vedremo se i rampanti Bulls sapranno riprendersi: come ammoniva Larry Brown, una serie non è ancora cominciata finché qualcuno non vince in trasferta.

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