Le vittorie su Grecia, Angola e Cina non avrebbero avuto significato se oggi il team a Stelle e Strisce non fosse stato in grado di battere i campioni del mondo della Spagna. Una sconfitta infatti avrebbe riaperto le voci, sinora mai messe a tacere, su Team USA: una squadra forte contro le deboli, ma che si “scioglie” contro le più forti.
LeBron James, soprannominato dalla stampa ”LeBronze” per via dei terzi posti accumulati nelle compitazioni internazionali (Grecia e Giappone), è il primo a dimostrare che questa volta il team degli Stati Uniti fa sul serio: ancora prima della fine dell’inno Spagnolo, King James, si porta al centro dell’area pronto a scambiare il proprio gagliardetto con quello dei campioni del mondo. James freme all’avvio della sfida e come lui tutti i suoi compagni. Ai fatti seguono le azioni: LBJ ruba palla e segna i primi due dei complessivi sette punti messi a refertio nel primo quarto. Team USA parte forte, 13-3, anche se Bryant e Anthony hanno problemi di falli. Wade e Paul sono chiamati a sostituirli ed i rappresentanti di Miami e New Orleans svolgono egregiamente il proprio lavoro come dimostra il punteggio di 31-22 a fine primo quarto.
I Campioni del mondo decidono di passare alla difesa a zona, quella che gli Americani ad Atene in Giappone non riuscivano quasi mai a battere, ma qui siamo a Pechino 2008 e la strategia della Spagna ha come unico effetto quello di portare le “Furie Rosse” in un incolmabile abisso. Team USA, incurante del 29% da oltre l’arco accumulato nelle prime tre partite, inizia a segnare delle bome a ripetizione facendo frusciare la retina per 7 volte nei primi 10 tentativi. Complessivamente i ragazzi di Coach K concludono sfiorando il 50% (12/25 – 48%). All’intervallo il divario sale a quota 61-45, +16.
Gasol e soci provano a cambiare strategia utilizzando la difesa a tutto campo ma pure in questa occasione il più delle volte si tratta di un suicidio: la sfera finisce subito nelle mani dell’uomo smarcato oltre la metà campo e lo show time è assicurato. Un attacco simile unito alla ormai solita difesa da manuale (nel terzo e quarto periodo la Spagna è tenuta sotto i 20 punti) fruttano agli Stati Uniti la vittoria, almeno sinora, più netta e devastante di tutto il torneo: 119-82, +37. Inutile dire che con questa vittoria sui Campioni del Mondo gli uomini di Coach Mike Krzyzewski hanno voluto rivendicare, con un segnale forte, chiaro e indelebile rivolto a tutte le altre nazioni, il motivo per cui essi si trovano a Pechino: vincere l’oro.
Per la prima volta in quattro partite tutti i giocatori Americani (compreso Jason Kidd) hanno concluso con almeno un canestro segnato. Ben otto hanno terminato in doppia cifra: James (18 punti, 8 assists, 5 rimbalzi, 4 recuperi), Anthony (16 punti, 1/6 da oltre l’arco, 2 rimbalzi) , Howard (10 punti, 4 rimbalzi), Bryant (11 punti), Williams (11 punti, 3 assists, 2 rimbalzi), Wade (16 punti, 6 rimbalzi, 2 recuperi) , Paul (14 punti, 8 assists, 5 rimbalzi) e Prince (10 punti). Intervistato dopo la partita James commenta: “Abbiamo tirato con il 45% da oltre l’arco e con quasi l’80% dalla lunetta. Sappiamo che dobbiamo difendere per generare dei contropiedi e punti facili, ma quando tiriamo in questo modo da tre punti e dalla linea della caritaàallora batterci diventa un’impresa ancora più difficile.” Bryant invece senza fari troppi giri da parole commenta: “Era una partita speciale per noi. E’ stata la nostra risposta alla domanda: “Siamo in grado di competere con i Campioni del Mondo?” E’ stata un’ottima partita non potevamo dare risposta migliore.”
Per quanto riguarda la Spagna il loro attacco è andato in frantumi contro Team USA: Pau Gasol (13 punti, 6 rimbalzi) e Reyes (19 punti, 8 rimbalzi) sono gli unici due in grado di superare la doppia cifra con una discreta prestazione. Deludenti , invece, tutti gli altri con in testa: Calderon (1/9), Navarro (2/10), Garbajosa (1/4) e Rodriguez (1/6).
La “W” ha permesso agli Stati Uniti di ottenere la qualificazione matematica al primo posto del proprio gruppo e questo significa che la prima partita dopo il girone, nella fase ad eliminazione diretta, non sarà di sicuro contro la Lituania (favorita del gruppo A). Team USA nella prossima sfida (18/08) dovrà vedersela con la Germania di Dirk Nowtizki.
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