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The Dream Team is back: Team USA vince l’oro


24Ago2008
Articolo scritto da joeiverson - in Team USA

Il precedente incontro fra Team USA e Spagna, partita di qualificazione, si era concluso 119-82 per gli Stati Uniti ma il match disputato questa mattina ha seguito tutt’altro corso. Infatti i Byrant e James, due dei giocatori più “importanti” per l’America, commettono immediatamente due falli personali e sono costretti ad abbandonare il terreno di gioco. Gli Spagnoli, forti della vittoria sulla Lituania e decisi ad utilizzare il 110% delle proprie risorse, dominano per larga parte il primo quarto segnando 7 dei primi 9 tiri.

A “salvare” Team USA, in un match dove le difese sembrano (stando ad alcune critiche) quelle di un All-Star Game (quindi molto blande), ci pensa Dwyane Wade. Flash entra in campo a partita in corso e diventa subito il terminale offensivo numero uno e grazie ai suoi punti permette agli Stati Uniti di andare a riposarsi sul 38-31, +7.

Tuttavia le furie Rosse non battono ciglio grazie ad uno straordinario Navarro, autore di innumerevoli tiri arcobaleno, e ad un irriconoscibile Fernandez (“irriconoscibile” perchè passa dall’anonimato della partita di girone ad una brillante finale) azione dopo azione restano alle costole degli Americani riuscendo a segnare appena un punto di meno nel secondo quarto. All’intervallo entrambe le formazioni superano i 50: 61 Spagna - 69 Stati Uniti.

I ragazzi di Coach K giocano a corrente alternata: appena superano i 10 punti di vantaggio finiscono per incappare nella difesa a zona e permettono ai propri avversari di rifarsi sotto. Il copione procede per tutto il terzo quarto e anche per larga parte del quarto. Lo spettacolo comunque è assicurato: Gasol trasforma un paio di alley-oop mentre dall’altra parte James legittima il suo status di giocatore da 2+1 (anche se tante volte il libero non entra). Quando mancano circa 8 minuti allo zero assoluto una bomba di Navarro manda in delirio panchina e tifosi spagnoli perchè il divario è ridotto ad un possesso, -2: 91-89.

Come già visto contro l’Argentina, però, nel momento del bisogno Team USA trova la risposta: Bryant mette a referto due pesantissimi canestri quindi ci pensa James ad inchiodare il 103-92. Il cronometro concede un’altra mini rimonta agli Spagnoli che con Carlos Jimanez da oltre l’arco insaccano il -4: 108-104. La replica di Wade, l’MVP della partita, è immediata. Negli ultimi secondi il team Spagnolo, mentre gli avversari cercando di “uccidere il tempo” protesta con l’arbitraggio e finisce con il subire un paio di falli tecnici. Dalla lunetta Kobe è una sentenza quindi puo’ iniziare la festa per gli uomini di Coach K. La partita si conclude 118-107 e gli Stati Uniti tornano sul gradino più alto del podio dopo 8 anni di “purgatorio” (Indianapolis 02, Atene 04 e Giappone 06).

Tutti i giocatori di Team USA riescono a segnare almeno un canestro e cinque di essi arrivano in doppia cifra: Anthony (13 punti), Bryant (20 punti, 6 assists, 3 rimbalzi), Wade (27 punti, 9/12 dal campo, 4/7 da oltre l’arco), Paul (13 punti, 5 assists, 3 rimbalzi) e James (14 punti, 7 rimbalzi, 3 assists). Invece per quanto riguarda la Spagna partita da incorniciare per Reyes (10 punti, 8 rimbalzi, 2 assists), Pau Gasol (21 punti, 6 rimbalzi), Fernandez (22 punti 2 assists, 2 rimbalzi), Navarro (18 punti, 4 assists) e Mark Gasol (11 punti, 4 rimbalzi).

Intervistati subito dopo la partita Chris Paul e Dwight Howard si uniscono a James e Anthony nella lista dei giocatori che hanno già dato la disponibilità per Londra 2012, anche se oggi è un giorno di festa per Team USA. “Abbiamo giocato dando il massimo e secondo me abbiamo disputato una delle più belle partite mai avvenute su un palcoscenico olimpico” commenta Coach Mike Krzyzewski al termine della sfida. “Massimo rispetto per la Spagna, ma gli Stati Uniti sono tornati ai vertici del mondo” sono le parole di Lebron James. Invece Dwyane Wade ricorda il passato: “Ho fatto parte del Team visto in azione nel 2004 ed ero molto triste di non essere stato in grado di aiutare la mia squadra. Questa motivazione mi ha spinto a fare tutto il possibile per aiutare questa squadra a tornare sul gradino più alto del podio.”

Con questo traguardo si conclude il progetto ideato, subito dopo la brutta figura di Atene 2004, da Jerry Colangelo di ri-costruire una Nazionale a Stelle e Strisce degna di essere considerata a tutti gli effetti un Dream Team. I numeri collezionati da Team USA versione “Pechino” infatti possono essere paragonati solo al Dream Team Numero 1 di Barcellona. Nel ‘92 si registrò un 8-0 con una media punti pari a 117.3 ed un margine di vittoria pari a 43.8 punti. Nel ’08, altro 8-0, i punti fatti registrare sono stati 106.3 e lo scarto di 27.9 punti. Lo scarto è senz’altro minore, tuttavia, considerando che il livello e la preparazione degli avversari di oggi è indubbiamente superiore rispetto a quella che poteva essere nel 1992 (dove oltre alle formazioni dell’ex-Unione Sovietica e ex-Jugoslavia, le altre squadre erano praticamente “nulle”), in molti non esitano a considerare questo Dream Team addirittura più forte di quello composto da Jordan e soci. Le discussioni su quest’ultimo punto possono essere infinte quindi, come diceva il Manzoni, Ai posteri l’ardua sentenza

Commenti all'articolo (6)

  • Junio C. Murgia

    Junio C. Murgia

    25Ago2008

    “Dove oltre alle formazioni dell’ex-Unione Sovietica, le altre squadre erano praticamente “nulle”. LA Croazia “nulla”??? Capisco che il revisionismo degli integralisti stars and stripes cerchi in tutti i modi di conferire un’ aura di imbattibilità a questo team USA (ottimo, ma che ha soltanto fatto il suo dovere) ridimensionando le imprese dell’unico e inimitabile dream team, ma qui si esagera. Drazen Petrovic si sta rivoltando nella tomba.

  • 89Gian89

    89Gian89

    25Ago2008

    Non scherziamo..Il “Dream Team” è quello di Barcellona. Gli altri team, pur fortissimi, non possono essere considerati all’altezza di quella squadra..forse solo e solamente quello del ‘96 poteva avvicinarsi a questo..
    Barkley, Johnson, Malone, Stockton, Robinson, Pippen, Laettner, Ewing, Drexler, Mullin, Bird e soprattutto Jordan sono unici..

  • joeiverson

    joeiverson

    25Ago2008

    Pardon. Come Ex-Unione sovietica intendevo anche gli stati con la stessa influenza politica quindi jugoslavia inclusa (fino al 1991 la Croazia era parte della Jugoslavia).

  • Junio C. Murgia

    Junio C. Murgia

    25Ago2008

    Soltanto con una frontline adeguata (con Garnett e Duncan) questo team USA avrebbe potuto essere paragonabile a quello del 92, anche se il confronto a mio avviso sarebbe sempre stato dalla parte di Jordan e soci. Ma queste discussioni da bar inf ondo sono fatte per andare avanti all’infinito, si sa!

  • Nowitzki

    Nowitzki

    25Ago2008

    Se consideriamo la portata che ha il basket in america, direi che cmq questo dream team non ha la stessa forza di quello del 92.

    Penso che una selezione delle migliori stelle internazionali di quell’annata, non avrebbe comunque scalfito il team 92′, mentre se penso ad una squadra con:

    jasikevicius, ginobili, nowitzki, gasol, ming…in panchina gente come navarro, eagles, kaman, fernandez, scola, nocioni…

    direi che potrebbero benissimo battere anche questo team…che non e’ piu il dream team…e’ una squadra molto forte, che fa dello strapotere fisico la sua arma migliore.

    Secondo me sono ancora molto carenti tecnicamente (se gli arbitri fischiassero i passi di partenza come li fischiano in europa, farebbero un attacco su cinque) e ho visto anche delle chiare interferenze a canestro, non date perche magari gli stessi arbritri non sono abituati a prodezze atletiche di tale genere.

    In sostanza dico che gli states sono si forti, ma contano sempre su un bacino troppo ampio per fare dei degni raffronti…facciamo una bella squadra dell’unione europea, e scommetete che andiamo a giocacercela anche noi?

    :D

    mauretto.

  • dwyane4

    dwyane4

    28Ago2008

    Sono d’accordo con 89Gian89..Quello è l’unico Dream team..di Jordan e soci..

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